A proposito di Uno sterminio di stelle.

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Il 29/07/2017 un certo zan scriveva questo parere su ibs. Riguardava il mio romanzo Uno sterminio di stelle:

“Si lascia leggere con gradevole facilità, anche se non mi sembra fra i migliori della serie. I personaggi sono i soliti degli ultimi romanzi e la trama, malgrado un inedito (per Macchiavelli) rimbalzo fra epoche diverse, prende ma non tantissimo. Un po’ imbarazzante il trovare in questo romanzo intere pagine di copia e incolla, identici fino alla virgola, con parti di romanzi precedenti.”

Mi dispiace perché evidentemente non sono riuscito a far capire al lettore le mie intenzioni.
Non ho riportato intere pagine di copia e incolla, identici fino alla virgola, con parti di romanzi precedenti perché sono infingardo o sfaticato. O tanto per fare pagine. E non sono per nulla imbarazzato.
L’ho fatto perché con questo romanzo ho voluto rendere omaggio ad alcuni personaggi di romanzi precedenti che, secondo me, sono particolarmente riusciti.
Sono:
La barista del bar del mercatino;
Locasciullo e Feliciani, della scientifica;
Salvatrice Prenotato;
Poli Ugo, viceispettore aggiunto, lo Zoppo;
Climèt, detto Chèroté;
Trebisonda, gambe snelle, lunghe e ben portate, scoperte il giusto e posate su tacchi di dodici, sottili come spilli. Sedere degno di nota. Come i fianchi e tutto il resto. Vero nome Dirce (quasi Circe)…

Insomma, una specie di passerella e non solo per personaggi, ma anche per situazioni particolari. Per me, riportare intere pagine non voleva dire tirare via. Non sono il tipo, dopo 43 anni di libreria. Voleva dire ripresentare quei personaggi e quelle situazioni con le stesse parole, virgole comprese, in modo che subito il lettore potesse individuare il romanzo nel quale li aveva incontrati e collocarli, nella sua memoria, nella giusta dimensione.
Forse Zan non leggerà mai questa nota, ma l’ho scritta e messa sul sito per i futuri lettori che la pensassero come lui.

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