Quale futuro?

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Foucault e la biopolitica.

Se mai un giorno ci decideremo a fare un bilancio delle nostre ultime due generazioni, dal dopoguerra ai giorni nostri, sarà un bilancio piuttosto deludente. Ci troveremo fra le mani la fotografia del fallimento degli ideali e della lotta nata dall’illusione di un cambiamento del mondo. E che si tratti di un fallimento lo dimostrano gli avvenimenti che stiamo vivendo: affidiamo il governo nelle mani dell’economia, di quell’economia che abbiamo tentato di modificare; di quell’economia che ha ridotto la nostra esistenza a una lotta per la sopravvivenza; di quell’economia che si è spartita e continua a spartirsi il mondo e le sue ricchezze.

Quale futuro ci stanno preparando i governi economici? Quelli da tempo installati in certe parti del mondo e quelli che, altrove, si vanno sostituendo ai governi cosiddetti politici e alle cosiddette dittature. Se l’analisi di Foucault

Il dispotismo è un governo economico, che tuttavia non è rinchiuso, circoscritto entro i suoi confini da nient’altro se non da una economia che ha esso stesso stabilito e che controlla totalmente.
(Da Nascita della biopolitica, Feltrinelli)

Se l’analisi, dicevo, fosse esatta, a noi resterebbe ben poco spazio per la fantasia e per i sogni poiché l’economia e il suo governo non prevedono fantasia e sogni fra le doti dell’uomo. Anzi, li considerano un danno che contrasta con i loro, e quindi nostri, interessi.

loriano

 

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