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Tempo da Elfi con Loriano Macchiavelli e Francesco Guccini a Rovigo e visto che raccontiamo di romanzi, due righe su “Uno sterminio di stelle”.

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Rovigoracconta logo

Sabato 5 maggio Loriano e Francesco hanno incontrato i loro fan di Rovigo nella bella cornice della riuscitissima manifestazione “Rovigoracconta” – dal 3 al 6 maggio 2018 – organizzata dall’associazione culturale Liquirizia. 4 giorni di incontri con tanti personaggi e persone di cultura che hanno voluto esserci.

Le cronache riferiscono che il pubblico si è molto divertito alle gag dei nostri eroi e tutti si sono emozionati ai loro racconti sull’Appennino. Sappiamo anche di un principio di crampi alla mano destra causa un’ora e mezza di autografi sul frontespizio di “Tempo da elfi” (Giunti, 2017) il loro ultimo successo editoriale che è stato presentato per l’occasione.
Il ringraziamento parte spontaneo, agli organizzatori, ovviamente, oltre che al grande pubblico presente, come testimonia la foto. Confortante e quasi commovente la presenza di tanti giovanissimi, seduti davanti alle prime file sul “liston” arancione e alcuni abbarbicati nei luoghi più impensati di piazza Vittorio Emanuele II.
Per una più ampia rassegna di foto rimandiamo all’articolo di RovigoOggi.it

Una breve intervista la trovate sul sito Rovigo in Diretta.it all’interno di un video con alcuni dei personaggi che hanno partecipato alla kermesse.
Infine commenti e altre info sul sito Facebook di Rovigoracconta.

All’intervento  che avete appena letto (a cura del personaggio che si occupa di questo sito con una pazienza e una competenza infinite), aggiungo alcune righe che riguardano Uno sterminio di stelle.
Ho letto una recensione e vorrei condividerla con i lettori. La troverete a questo indirizzo:
“Uno sterminio di stelle”: un giallo lungo duemila anni
Non perché sono vanitoso. Semplicemente perché fa piacere quando scopri che i lettori hanno capito anche quello hai messo dietro le righe.
Grazie a voi tutti.
loriano

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Guccini, Macchiavelli e Fois al teatro Manzoni Bologna

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Ingresso gratuito fino ad esaurimento posti.

Evento in collaborazione con Librerie.coop Ambasciatori.

www.tempodaelfi.it

 

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ANCORA A PROPOSITO DI TEMPO DA ELFI.

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Succedono strane cose nel mondo virtuale.
Per esempio, l’elfo Riccardo Clemente (chi rappresenti lo leggerete in calce alla sua elettromissiva) scrive questa commento al romanzo Tempo da elfi, uscito da pochi giorni e scritto da Francesco  e dal sottoscritto. Lo intitola INFAMANTE e lo trovate su Amazon, nello spazio dedicato al nostro romanzo.

Come Elfo, ed anche come Presidente della rete Italiana dei villaggi ecologici sento che questo libro è incredibilmente diffamatorio!!!!!
Nel suo trailer parla di gente con la scabbia, di cani malnutriti. Ma quando? Forse 20 anni fa?
Ma si è preso la briga di venirci a visitare?
Lei parla e scrive di una realtà con 36 anni di storia, senza essersi preso la briga di consultarci, usando il nostro nome è raccontando storie che sarebbero i brividi a chiunque. La realtà degli Elfi, di cui sono enormemente orgoglioso, è una storia di un modello di società alternativo, basato sul cerchio e l’uguaglianza tra i suoi membri, dove c’è una creatività ed arte invidiabile a molti. Gli Elfi si stanno prodigando nel portare questo messaggio attraverso la rete italiana ed il GEN ( Global Ecovillage Network) nei vari ecovillaggi europei.
Nella comunità si svolgono workshops Di comunicazione non violenta, si pratica il parto naturale, c’è una scuola familiare per i bambini.
E lei sputa sentenze su di noi?
Vergogna.
Riccardo Clemente
Copresidente della RIVE.

Preoccupato per quanto letto, mi sono chiesto che accidenti avesse pubblicato l’editore e ho riletto il romanzo. Non ho trovato elfi con la scabbia né cani malnutriti. Non ho trovato elfi maltrattati e malgiudicati, non ho trovato sentenze sputate o da sputare. Ho trovato, invece, un grande rispetto per le scelte degli elfi, per il merito di aver ripopolato i borghi di montagna abbandonati da anni, per le loro abitudini e per il loro prezioso lavoro a salvaguardia della nostra montagna, per i bambini che tornano a correre sui sentieri dell’Appennino, come faceva un tempo il Guccini Francesco consumandoci i sandali nuovi.
Per informazione dell’elfo Riccardo: abbiamo, Francesco e io, visitato loro villaggi, intervistato molti elfi trovando una disponibilità rara per i nostri tempi.
Allora, elfo Riccardo, VERGOGNA di che?
La vergogna che lei ci invita a provare, la rimando al mittente con questa aggiunta: non sarà che lei ha letto un altro romanzo? Dia una controllata al titolo e agli autori.

Un’altra elettromissiva, sempre su Amazon. Questa, per fortuna, molto più garbata e riflessiva ma che merita una risposta.
Il titolo: bello (grazie), assolutamente consigliato ma…
Elena il 24 settembre 2017
trama avvincente, descrizioni bellissime e spesso molto poetiche. personaggi con gran carattere, veri, umani, solo una cosa mi lascia perplessa: alcune descrizioni sono state riprese quasi fedelmente dal primo romanzo, una scelta che mi sta dando un po’ da riflettere…

Cara Elena, nei romanzi seriali i personaggi ricorrenti e le descrizioni di luoghi, anch’essi ricorrenti, vanno riproposti per i lettori che li incontrano per la prima volta. Francesco Guccini e io abbiamo deciso di riproporli come li abbiamo presentati nel primo romanzo (nel caso, Malastagione, Mondadori, 2011). Non lo facciamo per scrivere meno, Elena. Lo facciamo per ricordare anche ai lettori affezionati che quelli erano i personaggi e i luoghi che già hanno conosciuto nei romanzi precedenti. Usare le stesse parole (quasi), facilita il ricordo.
Ti ringrazio per leggerci e per l’attenzione che ci metti.
Al prossimo romanzo.
Macchia.

Una coppia di scrittori e di amici che tornerà a stupirci: da domani #tempodaelfi sarà in libreria! > https://goo.gl/2tZpHj

Pubblicato da Giunti Editore su Martedì 12 settembre 2017

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In viaggio con lo scrittore Loriano Macchiavelli a Portella della Ginestra

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Sulle tracce della madre di tutte le stragi del dopoguerra italiano, compiuta dalla banda di Salvatore Giuliano il primo maggio 1947 in località Portella della Ginestra, Sicilia, Loriano Macchiavelli ha raccolto appunti scritti – come suo solito – ma anche materiale video, con l’aiuto di Franco Insalaco, che lo ha accompagnato in quell’esperienza impugnando la telecamera. Da quelle riprese è già stato tratto il video dell’articolo precedente, ma ora Franco ha reso disponibile un proprio trailer. A corollario del libro “Noi che gridammo al vento” ecco il trailer, che al suo interno contiene anche il testo della poesia di Francesco Guccini “Avevo la bocca piena di sole”, già pubblicata nel libro “Noi che gridammo al vento”, Edizioni Einaudi, collana Stile libero BIG (2016).
In questo modo il maestrone ha voluto essere partecipe del lavoro di Loriano. Nel trailer li vediamo, Loriano e Francesco, mentre parlano di un controverso “caso” nel caso: la partecipazione di elementi della Decima Mas al compimento della strage. Dalle testimonianze raccolte emerge che l’ipotesi è priva di ogni fondamento.
Buona visione.

Aggiornamento: una nuova e più estesa versione del video,  con la poesia di Francesco Guccini “Avevo la bocca piena di sole” a cura e con la regia di Franco Insalaco, è disponibile sul sito Giardino Filosofico e inventificio poetico

In viaggio con lo scrittore Loriano Macchiavelll a Portella della Ginestra - regia di Franco Insalaco

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Anteprima – Noi che gridammo al vento

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noi che gridammo al vento - Einaudi Stile libero BIG - 2016
Renato Guttuso – Occupazione delle terre incolte in Sicilia – olio su tela – 1949-50 / Dresda, Gemäldegalerie Alte Meister © SIAE 2015. (foto Akg-images/Mondadori Portfolio) / Progetto grafico di Riccardo Falcinelli

 

 

«Alto nel cielo era il sole. E tiepido come oggi. E c’era vento, quel giorno a Portella. Un vento che agitava le bandiere, sfumava musica e canti e, inascoltate, disperse le nostre grida».

Dovremmo esserci.
Il romanzo pensato nel 1989 e rimasto progetto e che avrebbe completato la trilogia dei segreti italiani, pare sia arrivato al traguardo. Che sarebbe la libreria. Ci sarà il 5 gennaio 2016.
Dire che si soffre scrivendo un romanzo mi pare un’assurdità. Non l’ho mai neppure pensato. Se dovessi soffrire nello scrivere, avrei cambiato mestiere fin da piccolo. Si soffre facendo il minatore, il muratore, il disoccupato… Scusate, l’esodato o cassintegrato o in lista d’attesa o aspettando i fondi per gli investimenti…
Insomma, non ho mai sofferto davanti alla macchina per scrivere, un tempo, davanti al computer oggi, davanti a chissà quale diavoleria, domani.
Ma, giuro, ho sofferto ascoltando le voci dei ragazzi presenti a Portella della Ginestra quel Primo Maggio del 1947. Adesso hanno dagli ottanta in su. Mario Nicosia ha passato i novanta. E ricordano ancora con una lucidità che stupisce (il terrore resta vivo nella memoria) le raffiche del Breda di Salvatore Giuliano e i colpi di fucile e dei mitra dei banditi che lo hanno aiutato nella mattanza degli innocenti.

Questa la storia.

Il romanzo non racconta quell’avvenimento. Racconta degli uomini che solo per fortuna non sono morti lassù. Racconta dei ragazzi di allora che avevano
“la bocca piena di sole”
e che poi si sono trovata
“la bocca piena di terra
e d’erba, e di sangue,
e di sassi, di Portella della Ginestra”
come scrive Francesco Guccini nella splendida poesia che mi ha regalato per il mio romanzo.
Racconta cosa è rimasto oggi di tutti loro.
E cosa è rimasto di noi che di là veniamo e come
“di quelle lontane idee
oggi ancora alla ricerca verso Portella
andiamo…”
È un altro poeta che lo scrive, Franco Insalaco.

Mi hanno chiesto: Ma è un noir?
Sì, come la vita.

Il resto lo troverete nel romanzo Noi che gridammo al vento.
Il 5 gennaio 2016 in libreria grazie a Einaudi, nella collana Stile libero BIG.

A presto.
lor.

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