Archivi tag: libro giallo

Definizione di genere letterario per indicare il Thriller in lingua italiana.
Deriva da una fortunata collana di libri editi da Mondadori – Il Giallo Mondadori – usciti in libreria a partire dal 1929, dalla copertina di colore giallo, che introdusse tale genere letterario in Italia.

L’Archivista. Sprezzante come sempre, è in libreria.

Poli Ugo, archivista della Questura di Bologna, vice ispettore aggiunto, è tornato.
Ma dove ?
In libreria.
Quello che L'archivista - Giallo Mondadori 1981archiviava ancora a mano le pratiche dei colleghi ?
Sì, lui e sì, a mano. Perché nell’81 di computer ancora non si parlava e il cellulare era solo quello con 4 ruote, il volante, la porta con le sbarre e il catenaccio.
Poli Ugo, ma sì, dai, mi ricordo benissimo, quello che i colleghi chiamavano “lo zoppo”.  Ma prega che non sentisse, sennò… dava di matto e  ti spaccava la zanetta in testa.
Chi segue questo sito sa chi è, lo ha conosciuto grazie al romanzo L’archivista, Giallo Mondadori n.1717 – 1982. Lo conosce e non lo dimentica neanche chi ha visto il film dal medesimo titolo, quel L’archivista girato per la regia di Guido Ferrarini, interpretato da Flavio Bucci e trasmesso su RAI UNO nell’88.
Vero, vero. Ne parlavamo giusto nel post precedente.
Ohi, è vero sì, quel Poli Ugo… Che bestia ! E mentre dico così chiedo scusa alle bestie. Lo ritroviamo anche nelle pagine di Sarti Antonio e il malato immaginario, con le illustrazioni di Magnus, nientemeno.
Un personaggio odioso, sprezzante, cinico e cattivo, ma sul serio, mica quei burattini di Hollywood.
Chi ha detto malevolo ? Esatto !
Poli Ugo vede la luce nel 1981. E ha un passato pesante, alle spalle. LìArchivista ristampa 2016 Einaudi Stile libero BIGNon è colpa di Macchiavelli. I tempi erano quelli che erano,  c’era stata la bomba in stazione e la fine delle pie illusioni di una Bologna da cartolina. Oggi i tempi sono maturi per farlo tornare. Tornano l’egoismo, la misoginia e la misantropia, la crudeltà e la supponenza di un sicuramente bravo investigatore, per carità. Fu relegato a gestire l’archivio dopo un incidente con l’auto di servizio.  Stava facendo la scorta a un politico, pare. Uno di quelli che allora contava. E per un bel po’ d’anni. Fu lì che ci rimise la gamba. Incidente  dai contorni poco chiari. Anzi, chiari per niente. Ma certe cose vanno così.   Relegato da quel fetente di Raimondi èverocomesidice Cesare, il superiore di Sarti Antonio, a fare il burocrate , invece dell’investigatore. Lo hanno fatto incazzare del tutto.  Non che fosse una pasta d’uomo neanche prima.
Ti dico l’ultima: l’editore non lo voleva stampare quel romanzo. Un poliziotto troppo fascista, non va mica bene. No, no, non se ne parla, dissero alla Garzanti. Poi ci furono la Uno Bianca e i fatti di Genova, la Diaz. E dovettero dar ragione a Macchiavelli.
Ben, come al solito: ma cos’ha, lui lì, Loriano, una sfera di cristallo, in casa? Comunque, che personaggio, quel Poli Ugo lo zoppo. Le Fotogramma 1 dal film L'archivistainchieste prima o poi passano tutte dalle sue mani. Ovvio: è lui  l’archivista. Così, se gli arriva un caso insoluto che lo ispira, ne approfitta per indagare da sé. Trovata a modo suo la soluzione, archivia.
Come, archivia ?
Sì, bada, risolve i casi e non dice niente a nessuno, né ai colleghi né ai superiori !
Che soggetto. E quando dico a modo suo, quale sia il modo meglio non farlo sapere in giro, te lo dico io.
Hai ragione: una bestia.
Come diceva pure ? “Vogliono che archivi ? E io archivio !!”
Sì, sì, è vero ! Indimenticabile.
Poi alla direzione della collana Mondadori arrivò Oreste del Buono, lesse il romanzo e lo pubblicò: Anzi, disse al Macchia: Questo personaggio farà strada. L’unica volta che l’OdB si sbagliò.
Ma non è detta l’ultima parola…
Per chi se lo fosse perso, c’è rimedio. Basta andare in libreria, oppure ordinare via internet. Trovata la ristampa de L’archivista – 31 maggio 2016 – Einaudi, collana Stile Libero BIG – ancora calda e profumata di rotolito la compra, la porta a casa, la legge e stupisce. Effetto garantito.
Ancora perplessi ? Benissimo, c’è la postfazione al libro dello scrittore e giornalista Tommaso De Lorenzis; in confidenza, l’han messa nelle pagine del blog Giap! dei Wu Ming. La presenta Wu Ming 4 e si intitola Il ritorno de “L’archivista”.
Cliccato sul link ? Visto ? Sì, lo so che letta prima del libro diventa una prefazione ! E ancora non ci credete ? “Figuriamoci!” direbbe lo zoppo. Allora non vi resta che constatare di persona. Mano al libro, dunque.
Si ricomincia. Dagli anni ’80. Da dove, sennò ?
Vero. In fondo è da là che veniamo.

Sgumbei2011

Loriano e Francesco a Bologna per La pioggia fa sul serio

Presentazione La pioggia fa sul serio Bologna 24-11-2014Si è tenuta il 24 novembre scorso a Bologna la presentazione del nuovo romanzo La pioggia fa sul serio (Mondadori Strade Blu, 2014) con la presenza degli autori Francesco Guccini e Loriano Macchiavelli, seconda avventura dell’ispettore della Forestale Marco Gherardini, soprannominato e noto ormai a tutti come il Poiana. L’attesa, dopo 3 anni dall’uscita dell’apprezzatissimo “Malastagione” era grande, la libreria Ambasciatori che ha ospitato l’evento già piena molto prima delle 18:00. Complice una banale incomprensione con qualche collaboratore distratto, Francesco e Loriano erano già arrivati e la presentazione è così partita in anticipo, con grande sollievo delle tantissime persone che già assiepavano lo spazio creato alla base del palco con, a lato, la bella facciata della chiesa di S. Matteo degli Accarisi, di origine medievale, recuperata quando l’ex cinema a luci rosse fu ristrutturato dall’arch. Paolo Lucchetta, per diventare la libreria COOP che è oggi. La serata è stata introdotta dal prof. incaricato Roberto Bertoni.
La pioggia fa sul serio. Romanzo di frane e altri delitti (Mondadori, 2014)Dopo aver parlato dell’ambientazione, dei personaggi e dell’incipit della storia, spiegando che il romanzo prende la trama del giallo come spunto (non ci sono quasi nemmeno morti ammazzati, giusto un paio, ha scherzato Guccini) per parlare della montagna che entrambi amano e sentono come grembo accogliente, per quanto essa sia profondamente cambiata. Si è parlato poi delle difficoltà del rude ispettore Gherardini rispetto al suo rapporto con l’universo femminile; giocando con gli ammiccamenti cui l’argomento si presta, il magnifico duo faceva ulteriormente aumentare il buonumore già diffuso in sala. Loriano e Francesco hanno dato poi il via a una divertente schermaglia su chi avesse materialmente scritto il libro. Dopo una serie di “è stato lui, no lui”, Guccini ha dato la sua versione definitiva: “il libro lo ha scritto Loriano, poi io ho aggiunto solo i pronomi prepositivi” Che non è una cosa secondaria, ha aggiunto a chiosa Guccini, “…perché i pronomi preposiAutografi 24-11-2014tivi sono importantissimi”. Ora, immaginate: il solo sentire pronunciare importantissimi con l’inconfondibile cadenza del Maestrone ha suscitato l’ilarità generale. Sono seguite altre battute e, alla fine, chi aveva acquistato il libro alle casse, in paziente attesa del proprio turno, ha potuto avvicinare i due autori e ricevere la loro dedica autografa personalizzata. Oltre alla signora Franca, da sempre attenta “primo critico letterario” di Loriano, era presente Teresa, l’elegante figlia di Francesco, in veste di accompagnatrice del famoso papà.

La pioggia fa sul serio. Anche Poiana.

La pioggia fa sul serio. Romanzo di frane e altri delitti  (Mondadori, 2014)A Casedisopra, nel cuore degli Appennini, l’estate è finita eppure in giro si vedono ancora dei forestieri. All’osteria di Benito, dove si ferma per un bicchiere chiunque passi in paese, il cameriere marocchino Amdi spesso serve da bere a due avventori singolari: un geologo impegnato a studiare il territorio e un architetto inglese innamorato del posto, Bill Holmes, che insieme alla bella nipote Betty sta conducendo una ricerca sulle costruzioni religiose di cui è ricca quella parte di Appennino. Nel frattempo, però, ha cominciato a piovere senza tregua, e l’acqua dà non poco filo da torcere all’ispettore della Forestale Marco Gherardini, che in paese chiamano “Poiana”. A parte ciò, in paese tutto sembra tranquillo. Fino a che, proprio il giorno prima di andarsene, il geologo sparisce misteriosamente. Dopo la sua scomparsa una serie di aggressioni turba la vita di Casedisopra. A indagare sui troppi misteri che si nascondono tra i ruderi della Casa-fortezza del Capitano e l’edicola con l’affresco di una Madonna incinta, tra l’agriturismo gestito da una stravagante signora e il Sasso Nero che racchiude un segreto, è incaricato il giovane maresciallo dei carabinieri Barnaba. Ma molto presto “Poiana” dovrà intervenire, sia pure non ufficialmente. Ancora una volta Guccini e Macchiavelli evocano i sapori e le emozioni delle loro montagne e ci conducono lungo i valichi appenninici, dal Quattrocento a oggi, fino a scoprire una verità sorprendente e quanto mai attuale.

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Marina Cafè Noir 2014 – Cagliari

Marina Cafè Noir - Festival di Letterature Applicate - 11 - 14 settembre 2014 XII EdizioneLa XII edizione della kermesse Marina Cafè Noir – Festival di Letterature applicate parte in questi giorni di fine estate (estate ?). Precisamente giovedì 11 e fino a domenica 14, in quel di Cagliari. Il Festival, che prende il nome dal quartiere Marina di Cagliari, vedrà la presenza di Sabina e Loriano Macchiavelli, dalle ore 18:00 di venerdì 12 settembre. Parleranno del loro libro “E a chi resta, arrivederci” (Einaudi, 2013), con reading di alcuni brani a cura di Michela Atzeni.

Turno doppio per Loriano, che deve tenerci proprio tanto, a essere presente, visto che ha accettato di andare da Bologna a Cagliari col veicolo volante che molti chiamano confidenzialmente “aereo”. Quella confidenza che lui confessa non avere affatto.
Sempre venerdì – ma alle 23:00 – incontrerà il pubblico del Festival per celebrare i 40 anni di vita del personaggio a tutti più caro, Sarti Antonio, il questurino più longevo della letteratura noir italiana e internazionale. Succederà nel corso dell’evento “Sarti Antonio: Buon Compleanno, sbirro”.
Si tratta di un reading/concerto, in pratica la lettura di alcuni dei racconti più belli che hanno per protagonista il sergente, grazie alla voce di Giuseppe Boy e ai commenti musicali dei Dancefloor Stompers. Da non perdere. Al Terrapieno, viale Regina Elena,  Cagliari.

Click qui per visitare il sito del Festival e qui per scaricare il programma completo.

Buon Festival a tutti !

Sarti Antonio: rapiti si nasce

Sarti Antonio: rapiti si nasce Garzanti Stile libero BIG - 2014Alla fine è successo.
Sarti Antonio è talmente tenace, aggrappato alla sua vita (seppur letteraria) da superare la boa dei fatidici 40 anni.
A dispetto di tutto e di tutti, persino del suo creatore, che già molti anni fa lo voleva ammazzare. Succedeva nel 1987: Stop per Sarti Antonio (Cappelli Editore).
Invece, lo ritroviamo nel 2014 in questo “Sarti Antonio: rapiti si nasce” (Garzanti Stile libero BIG) alle prese con le sue contraddizioni, rinchiuso in una topaia non si sa dove, da chi e soprattutto perché.
La forzata clausura gli dà modo di riflettere su tante cose, riandare con la mente ad alcuni “casi” di cui si è occupato in passato.
Indagando avrò pestato i piedi a qualcuno di troppo. Ma chi ?
Ecco, a proposito: lo squinternato questurino bolognese qui si esprime in prima persona, contrariamente al solito. Effettivamente, trattandosi di occasione per un bilancio e un esame di coscienza, in terza persona non avrebbe avuto senso.
Il romanzo si trova già nelle librerie – curato egregiamente dalla brava scrittrice ed editor Rosella Pastorino – per festeggiare l’importante compleanno ma soprattutto per aver eguagliato la carriera italiana dell’illustre collega francese Jules Maigret. Loriano Macchiavelli nella seconda di copertina ribadisce: “Se nel 1974 mi avessero pronosticato che il mio personaggio sarebbe vissuto quanto Jules Maigret, ci avrei riso sopra. Adesso farò di tutto perché viva più a lungo del commissario francese. Sarebbe una bella soddisfazione. Se i lettori ci daranno una mano. A me e a Sarti Antonio, sergente.”
In occasione della presentazione del libro a Bologna, in compagnia del giornalista RAI, scrittore e critico letterario Pier Damiano Ori, Loriano Macchiavelli spiega che, pur trattandosi di un “ripescaggio” del romanzo “Rapiti si nasce” pubblicato, inedito, nell’omnibus “Sarti Antonio un diavolo per capello” (Garzanti Vallardi, 1985) assieme a due ristampe, l’aggiunta del capitolo zero e di 3 flashback lo eleggono al ruolo di nuovo romanzo.
Resta da sapere da chi e perché il povero Sarti Antonio si ritrova prigioniero in una cantina buia e puzzolente, grazie ad un caffè drogato (quale migliore esca…), dopo essere stato minacciato al telefono, con la promessa di venir gambizzato appena metterà il naso fuori di casa.
Seguendo le sue riflessioni e aiutati dalla sua memoria di ferro, arriveremo alla soluzione degli enigmi?
Non vi resta che verificare di persona.

 f.z.