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Rinviato l’appuntamento a Viterbo con Loriano e Francesco

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Viterbo Palazzo dei PapiGiunge e subito pubblichiamo la notizia relativa al rinvio della 2 giorni a Viterbo. L’appuntamento, di cui riferivamo nel precedente articolo Loriano Macchiavelli e Francesco Guccini iniziano il 2015 a Viterbo è sospeso.
Chi già pregustava di trovarsi a tu per tu con i suoi beniamini ai piedi della Palanzana (per i non-viterbesi il monte che la sovrasta) dovrà avere ancora un po’ di pazienza. Per questioni organizzative indipendenti dalla volontà dei nostri, gli incontri prima indicati alle date del 17 e 18 gennaio sono rimandati a data da destinarsi, così come ignoti rimangono al momento luoghi e orari.
Il futuro ci dirà quando potranno presentare il nuovo libro “La pioggia fa sul serio” (Mondadori Strade Blu, 2014) e partecipare alla presentazione degli atti del processo che analizzò il drammatico eccidio di Portella della Ginestra (Sicilia, 1947). Tutto questo nella cornice della Città dei Papi e di Santa Rosa.
Ci scusiamo con i lettori, che lasciamo con la promessa di fornire qui ogni dettaglio non appena ci saranno novità.

Approfittiamo per inviare a tutti i visitatori del sito i nostri

Auguri di Buon Anno.

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Introduzione a Come nacque il film “L’archivista”

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Come nacque il film L’archivista

Riceviamo, molto volentieri pubblichiamo e segnaliamo per la lettura:
da Guido Ferrarini – attore teatrale e regista

Che fare un film sia impossibile, soprattutto per la televisione, l’ho imparato dalla mia unica esperienza cinematografica. Ma cominciamo dal principio, come si dice.
Noi del GTV: se volete sapere cosa fosse e chi eravamo leggetevi qualcuno dei libri che sono stati scritti su di noi.
Noi del GTV, dicevo, eravamo tutti – e lo siamo tuttora – un bel po’ matti. Portiamo ancora sulla pelle quel marchio indelebile, come la perfida “Milady” dei tre moschettieri. Sarà per questo che le imprese più strane e bizzarre, qualche volta anche nobili, perché no, fanno parte del nostro DNA.
Quella volta si trattò di “fare un film”. Il promotore dell’idea fu Macchiavelli. Lo chiamavamo sempre per cognome, tutt’al più Macchia.
Macchiavelli era quello di noi che aveva fatto più “fortuna”. Era diventato scrittore di gialli, utilizzando un dono per la scrittura da fuoriclasse alla Maradona, o alla Messi se vogliamo apparire più giovani e informati. Dotato di una tenacia possibile solo in un montanaro qual è (segue…)

 

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