se fossi

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Se fossi capo del governo, a questo punto emanerei l’ultimo Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri.
Eccolo:

Visto che:
– non fate che urlare all’incompetenza di questo Governo;
– mi arrivano solo critiche e nessun decente suggerimento utile a fermare il carogna virus;
– vantate in ogni dove, dal Parlamento alle TV, dai giornali all’Isola dei fumosi, le vostre straordinarie competenze in ogni settore della conoscenza umana, dall’economia alla sanità, dalla robotica all’estrazioni del lotto e sapete le vie segrete per salvare le vite dei nostri concittadini e contemporaneamente l’economia, assieme al bilancio dello Stato;

Visto
in particolare gli straordinari risultati dei vostri governi nei decenni andati e le ottime prove fornite nei governi locali;

decreto:

articolo 1 e unico:
d’ora in poi fate un po’ come vi pare. Io ho già dato e vi saluto.

Ovvero, per dirlo alla maniera di Cecco degli Angiolieri:
S’i’ fosse Capo com’i’ sono e fui,
li fatti miei sol mi farei
li cazzi vostri ve li fate vui.

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ALLELUJA,

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è nato!
È nato un nuovo genere letterario. Lo ha scoperto Fabrizio d’Esposto su Il fatto quotidiano (31 ottobre 2020). Oltre al giallo, all’hard boiled chandleriano, e al noir (quello semplice, normale degli scrittori qualunque)  è nato il noir veltroniano. Se ne sentiva la mancanza e adesso non più. C’è.
Per capire meglio, però, è necessario (almeno lo è stato per me) leggere il brano completo: La “… trama della storia mostra ancora una volta un’avvincente anima cupa e crudele, pur attenuata dalle digressioni sentimentali di Buonvino. E l’agghiacciane colpo di scena finale – la vera cifra del veltronismo noir –fa sussultare”.
Il nostro novello Hammet. E scusate se è poco.
Sarà perché non sono sensibile come Buonvino, ma io non ho sussultato. Ci ho provato tre volte e ho lasciato perdere. Proprio non mi veniva, il sussulto.
Chi avrebbe mai immaginato l’anima cupa e crudele del veltronismo noir?
Dopo la straordinaria notizia mi sono chiesto perché l’autore  abbia buttato via tanti anni in politica anziché dedicarsi subito al veltronismo noir.
Il finale: “Fosse stato un film avremmo socchiuso gli occhi”.
Calma, un po’ di pazienza e poi lo avrete, lo avrete il vostro film che vi farà socchiudere gli occhi.
Resta da vedere se per il terrore o per una definitiva e insostenibile sonnolenza.

Macchia, oggi

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ai posteri

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I primi cinque versi della poesia di Bertolt Brecht (1938) sono questi:

Veramente io vivo in tempi oscuri!
La parola sincera è follia.
La fronte distesa tradisce l’apatia.
Se ridi, non hai ancora saputo
il terribile annuncio.

Poco dopo (nel 1939, settembre), i tempi oscuri richiamati da Brecht si concretizzeranno con il terribile annuncio dell’invasione della Polonia da parte dell’assassino Hitler e dei suoi macellai. Il conto dei morti l’abbiamo fatto cinque anni dopo.
Se dovessi scriverla io oggi (e che il buon B.B. mi perdoni l’ardire), l’inizierei così:

Veramente io vivo in tempi di merda!

I tempi di merda sono quelli che ci stanno attorno e il terribile annuncio ci viene dalle dichiarazioni che l’economia è l’unica certezza dei nostri tempi e la dobbiamo rispettare sopra ogni altra cosa.
Si possono interpretare in altro modo le tante dichiarazioni di feroce e incazzato dissenso sulla chiusura dei locali da ballo?
“Sono a rischio miliardi di euro” si ripete da ogni parte. E molti politici condividono e, anzi, gettano benzina sul fuoco.
Mi piacerebbe sentire che ne pensano coloro che hanno intenzione di votarli alle prossime elezioni.
Questo tipo di dissenso io lo capisco così: la vita di molte persone (il conto lo faremo a carogna virus sconfitto) vale meno di alcuni miliardi di euro.
E voi?
macchia

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comunicazione

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che forse interesserà i miei affezionati 27.
Giovedì 14 agosto alle cinque della sera, alle cinque in punto della sera, Francesco Guccini e il sottoscritto hanno finito di rileggere Cosa sa Minosse, storia di fantasmi e gente strana.
Non sappiamo, Francesco e io, non sappiamo cosa sia venuto fuori. Forse un racconto lungo, forse un romanzo breve, forse né l’uno né l’altro.
Appena passerà questo schifoso (le motivazioni dell’aggettivo le conoscete tutti)15 agosto, manderemo il risultato all’editore.
Non è una delle storie alle quali abbiamo abituato i nostri lettori, ma noi ci siamo divertiti a inventare una storia assurda che, alla prima lettura, può apparire insulsa. Se avrete la pazienza di leggerla con la necessaria calma (e non solo per vedere come va a finire), vi accorgerete che fra le righe c’è dell’altro. Un altro che riguarda un po’ i nostri tempi e le nostre fobie, il più delle volte nascoste dietro la normalità di una vita che crediamo ci appartenga.
Nell’attesa, BUON FERRAGOSTO 2020, con il permesso del carogna virus.
macchia

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ancora sulla strage

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Oltre all’articolo di Sgumbéi 2011, che trovate qui sotto, ne parleremo in diretta video, io e Mauro Giorgini domani, giovedì 30 luglio, alle 18 sulla pagina Facebook Liberementi.libri.
Sarà il nostro omaggio alle vittime della Strage del 2 agosto alla stazione di Bologna.
Altro appuntamento sabato 1 agosto a Bologna, in via Indipendenza, portico del Monte di Pietà (di fianco a san Pietro). Assieme al sottoscritto ci saranno molte altre scrittrici e scrittori che leggeranno o racconteranno cos’è per loro il 2 agosto.
loriano

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Sito ufficiale di Loriano Macchiavelli, scrittore

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