Siamo in una “democrazia fascista”

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“ Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza ”

Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, art. 1

Per facilitare la lettura e la conoscenza del contenuto della lettera scritta da Maurizio Verona, Presidente del Parco Nazionale della Pace, ricevuta attraverso il portale dell’Anagrafe Nazionale Antifascista, trascriviamo qui di seguito il documento.
Altri riferimenti sul sito anagrafeantifascista.it e sul sito del Parco Nazionale della Pace, Museo Storico della Resistenza, 55040 Sant’Anna di Stazzema (LU) tel. 0584.772025, sito internet santannadistazzema.org

Sarebbe importante che chiunque la legga la condividesse. Giusto per nutrire chi ci sta vicino di una maggiore consapevolezza. Purtroppo sembra non basti mai.
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Cara cittadina, caro cittadino,

metto insieme alcuni eventi accaduti: insulti e minacce ad Emanuele Fiano, definito un ‘ebreo di merda’, manifesti insultanti nei confronti di Laura Boldrini attaccati sui muri di varie città d’Italia, un raduno fascista a Predappio, due ragazzi vestiti da nazisti a Lucca Comics con persone che chiedono un selfie, un giornalista minacciato di morte per il suo libro sul neofascismo a Brescia, un insegnante che minaccia gli studenti che vogliono manifestare, un altro che porta via la sua classe durante la presentazione di un libro sui processi ai fascisti di uno storico serio perché accusato di fare propaganda. E se non bastasse: la senatrice Segre sotto scorta, un arsenale di armi con esplosivi, residuati bellici e svastiche, trovato a Siena, la Digos che con l’operazione ‘Ombre nere” porta alla luce l’esistenza del tentativo di costituire un’organizzazione filonazista, xenofoba, antisemita, un giornalista di grido che nel suo salotto e nei suoi libri spreca trasmissioni e tempo per tranquillizzare sul fatto che il fascismo non può ritornare.

E’ il bollettino degli ultimi giorni: eppure qualcuno continua a dire che non sta succedendo nulla. Anni di silenzio, di colpevole indifferenza delle istituzioni, hanno alimentato questo fenomeno, sottovalutato e ancor peggio tollerato, sdoganato, legittimato come opinione politica.

Il fascismo non è mai morto: è rimasto sotto traccia nei primi anni dopo la guerra, alimentando il mito degli “italiani brava gente”: come se in Libia, Grecia, Iugoslavia gli italiani non si fossero macchiati degli stessi crimini dei nazisti, compiuti anche in Italia contro donne, vecchi, bambini da reparti della Guardia Nazionale Repubblicana, della X Mas. Il fascismo è rimasto sotto traccia negli apparati dello Stato, è rimasto nelle repressioni, poi nelle stragi fasciste del terrorismo nero, nei depistaggi per creare la strategia della tensione che voleva portare ad una svolta autoritaria nel nostro Paese, nelle connivenze con la Mafia, la ‘ndrangheta per delegittimare e colpire lo Stato. È rimasto nelle formazioni paramilitari negli anni della Guerra fredda.

Oggi tornano le divise, i simboli, partiti politici che si richiamano apertamente al fascismo: e noi dovremmo essere tranquilli.

La democrazia non si completa solo nell’esercizio del voto e sono certo anch’io che continueremo a recarci alle urne. Allo stesso tempo sento il rischio di vivere in una “democrazia fascista”, in cui restano le apparenze o i simulacri di una democrazia, in cui il diritto di esercitare liberamente il proprio pensiero è solo una enunciazione di principio o si riduce alla possibilità di scrivere di tutto sui social, alla libertà di fare disinformazione, di infangare gli avversari, di esporre simboli vietati dalla Costituzione.

Una società in cui prevalgono la violenza, l’odio, il rancore, la paura. Dovremmo essere tranquilli? A me sembra di vivere in una società inquinata: come al tempo del fascismo.

Il Presidente del Parco Nazionale della Pace

Maurizio Verona

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APPELLO AI MIEI 26 LETTORI

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Carissimi Ventisei, non ci sono dubbi che viviamo tempi oscuri, per dirla con B.B. Stamattina, 23 novembre 2019, ne ho avuto l’ultima e più triste (o tragica?) conferma: il 50 per cento degli italiani aventi diritto sarebbe intenzionato a votare per Salvini e i suoi derivati. Tanti sono gli italiani che non hanno memoria? L’hanno perduta o non l’hanno mai avuta? Il mio pensiero è andato a quelli che ci hanno messo la vita per consegnarci quel poco di democrazie che ci ha fatto arrivare decentemente alle soglie del 2020. Siamo solo 26, ma possiamo fare qualcosa assieme per ricordare a tutti cos’è accaduto 75 anni fa.

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Cucine Popolari al Teatro Dehon

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Bologna è una città particolare. Bellissima – lo stanno scoprendo, finalmente, sempre più turisti dall’Italia e dal mondo – ma modesta nell’esporsi. Però piena di idee rivoluzionarie. Qui fu sancita la fine della schiavitù nell’Europa medievale, con quello che già allora fu definito “Liber Paradisus”. Qui la prima Università d’Europa, il sapere come fonte prima di Libertà. Qui il sindaco Dozza, dopo di lui Fanti e il cardinal Lercaro si muovevano da opposte e apparentemente inconciliabili posizioni per aiutare chi ne aveva bisogno con un sostegno concreto e non di facciata. E recentemente si sono viste persone strette come sardine, in Piazza Maggiore.
A Bologna, lunedì 16 dicembre, precisamente al Teatro Dehon, via Libia, 59 – ore 21:00, ingresso 10,00 euro – ci sarà una nuova rappresentazione dello spettacolo teatrale “La Divina Cucina” in scena la Compagnia “I DevaStanti”, il cui incasso sarà devoluto alle “Cucine Popolari” fondate da Roberto Morgantini.
Molti cittadini sono coinvolti in prima persona, con il caldo il freddo il sole la pioggia o la neve, a turno si recano a una delle tre trattorie aperte in città per prestare servizio come volontari. Pelare patate o cipolle, sgranare pisellini, arrotolare arrosti, mescolare il ragù, infornare dolci e biscotti, riempire piatti che poi colleghi camerieri porteranno ai tavoli. Chi può paga, offerta libera, chi non può… no. Che storia è?
Cucine Popolari BolognaForse conoscete già la realtà delle “Cucine Popolari”, che ricevono merci dalla Coop e dal Mercato Ortofrutticolo cittadino: riutilizzano  gli alimenti in punto di scadere, non solo per ridistribuirli a chi ne ha effettivo bisogno, glieli servono proprio in tavola, con tanto di piatti di ceramica, posate d’acciaio inox e bicchieri di vetro. Quindi in modo pure eco-sostenibile!
Se poi gli ospiti (persone segnalate dalle istituzioni caritatevoli cittadine) preferiscono, possono chiedere ed ottenere anche pasti da asporto. Tante le iniziative, come quella del “pasto sospeso”, mutuata dall’idea del “caffè sospeso” di partenopea tradizione. Ora anche quella del “biglietto sospeso” (segnalata con grande enfasi anche dal quotidiano “La Repubblica“) per dare a chi non potrebbe altrimenti permetterselo un momento di svago e di cultura.
Delle “Cucine Popolari” hanno parlato, oltre che in diversi siti internet e servizi TV, alla radio, con una collaborazione tra le Cucine e Radio Città del Capo,  anche nel programma TV7, storico settimanale di approfondimento RAI UNO della domenica, con un servizio andato in onda nella puntata del 5 ottobre 2019. Quel servizio lo si può scaricare o vedere in streaming sul portale internet della RAI, RAI Play.
L’idea di Morgantini, maturata assieme all’amico Lucio Dalla (…santi che pagano il mio pranzo non ce n’è…), è di non limitarsi a distribuire aiuti in modo asettico o saltuario ma di creare convivialità e aggregazione tra le persone OGNI GIORNO attraverso il cibo perché, come dice Roberto nel servizio TV prima citato, la solitudine e la depressione si combattono sedendosi a tavola tutti assieme, come accadeva nelle vecchie trattorie di una Bologna che non c’è più.
Bologna si muove, per fortuna, in fondo non sarà più la città di una volta  ma qualcosa si muove. In avanti. L’incasso dello spettacolo che si terrà al Teatro Dehon lunedì 16 dicembre serve a finanziare il mantenimento e – sperabilmente – l’apertura di altre trattorie delle Cucine. Il sogno di Morgantini è di averne una per ogni quartiere di Bologna. Se poi qualche altro Morgantini italiano sta pensando o ha già provveduto a copiargli l’idea, nelle altre città… meglio così. Massima solidarietà.

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UN CONSIGLIO AI MIEI 26 LETTORI

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uno in più di quelli che aveva Alessandro Manzoni: c’è da esserne fieri, no?
Bene, ai miei 26 lettori consiglio di leggere La bambina del lago. Non perché l’ho scritto io (assieme a Sabina), ma perché l’ho letto e riletto e sempre ho scoperto nuovi stimoli. E per un romanzo, ve l’assicuro io, non è pregio da poco.
Per cui, BUONA LETTURA da
loriano
P.S.
Non ricordo di aver mai consigliato, prima d’ora, la lettura di un mio romanzo.
lor.

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Sito ufficiale di Loriano Macchiavelli, scrittore

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