Dire NO è un diritto che abbiamo. Uno degli ultimi.
Il capo del comitato militare della Nato parla della possibilità di una guerra con la Russia (…) in cui “Sarà coinvolta l’intera società, che ci piaccia o no”.
Il signor Stoltenberg, segretario generale della Nato, dichiara con alterigia: “Armiamo l’Ucraina per attaccare Mosca”.
La guerra è un crimine contro l’umanità.
Andiamo avanti.
Il ministro della Difesa tedesco Boris Pistorius, nel corso di un’intervista al quotidiano “Der Tagesspiegel” ha detto: “Si deve tener conto che, un giorno, il presidente russo Vladimir Putin attaccherà un Paese della NATO… Secondo i nostri esperti, potrebbe accadere tra cinque-otto anni”.
Esperti in cosa?
Non contare su di noi, ministro della Difesa Pistorius!
Difesa da chi? Da te.
Per il direttore del programma Eurasia, “i politici europei devono preparare la popolazione a uno scenario di scontro”.
E noi, nell’attesa dello scenario di scontro?
Il presidente del Comitato militare della NATO ha affermato che “dobbiamo renderci conto che vivere in pace non è un dato di fatto. Ed è per questo che noi ci stiamo preparando per un conflitto con la Russia”.
Noi? Noi chi? Io? Tu? Lui?
Ancora: “Dobbiamo essere più pronti… Bisogna dotarci di un sistema per reperire più persone in caso di guerra”. Poi si parla di mobilitazione, riservisti o coscrizione.
Sappiamo cosa vuole dire, vero?
“Il generale Christopher Cavoli, comandante supremo alleato in Europa, ha dichiarato che l’Alleanza Atlantica condurrà presto la sua esercitazione militare più estesa degli ultimi decenni, coinvolgendo circa novantamila soldati”.
Nei circa novantamila soldati sono previsti anche i nostri figli.
La signora più importante della politica europea, tale Ursula Gertrud Albrecht, in arte coniugata von der Leyen afferma, sicura: “la guerra con la Russia non è impossibile: l’Europa si armi”.
Non c’è nulla da sorridere, signora.
Non c’è nessuno da abbracciare e baciare.
Ha anche assicurato che “I nostri nemici non si fermeranno da soli”.
Nostri nemici? Saranno i suoi nemici, ma nessuno le ha chiesto il conto.
Perciò ha insistito: “Siamo in un’epoca di riarmo”.
Riarmati tu, signora. Oppure sei di quelli che, come incitava Lui, “Armiamoci e partite”?
Sir Keir Rodney Starmer. Ha le idee molto chiare, soprattutto non guarda alle spese: “Tra le misure annunciate dal primo ministro, 12 nuovi sottomarini nucleari e 15 miliardi di sterline per rinnovare l’arsenale atomico: “È finita la pace del dopo Guerra Fredda, possibili guerre con Mosca o la Cina’. Cittadini mobilitati a proteggere infrastrutture e aeroporti. Riservisti e veterani in allerta”.
Chi vivrà vedrà.
Se prima di lui il nemico era uno, a Starmer uno non basta. Ne ha trovati due sul mercato e per guadagnar tempo li avverte subito: “Londra, corsa al riarmo: Starmer si prepara al conflitto con la Russia. È finita la pace del dopo Guerra Fredda, possibili guerre con Mosca o la Cina.”
Uno alla volta o tutti e due assieme, Sir Keir Rodney Starmer?
Regno Unito, Starmer annuncia piano riarmo: “Dobbiamo essere pronti alla guerra”.
Ma poi ci ripensa, e “Londra, corsa al riarmo: Starmer si prepara al conflitto con la Russia.”
Una alla volta è meglio e allora: “Regno Unito si prepara alla guerra nucleare: Saremo più sicuri e più forti”.
Soprattutto più morti.
Compresi i Sir? Noi ci contiamo.
D’altronde il buon Aristotele, secoli fa, sosteneva che un nemico, interno o esterno, è di grande utilità per chi comanda. E io, che nulla ho da spartire con l’Aristo, ci aggiungo una postilla: la guerra, che inevitabilmente consegue alla presenza di un nemico, è utile al futuro dell’umanità in quanto portatrice di ricchezza. Soprattutto per chi la gestisce in tranquillità.
Gli altri… Gli altri se hanno culo se la caveranno e avranno lavoro per anni. Montagne di macerie da trasferire altrove. Abbondano, dopo una guerra. Se avete tempo e voglia, date un’occhiata a Gaza.
Sir Keir Rodney Starmer, da uomo di cultura e di storia, per stare dalla parte dei bottoni, di nemici ne ha creati due. Intanto avverte i sudditi: I Cittadini sono mobilitati a proteggere infrastrutture e aeroporti. Riservisti e veterani in allerta.
Per costoro e per altri loro simili che non sono nell’elenco, è affidato il futuro del pianeta. Che è nostro.
Dobbiamo dire NO.
Un NO deciso sul referendum.
Un NO alle guerre preventive per evitare le guerre.
Un NO inequivocabile, urlato dalle finestre spalancate delle nostre abitazioni.
Un NO che potrebbe essere l’ultimo consentito.
Loriano Macchiavelli, 5 marzo 2026