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vizio di famiglia?

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Non so se lo sia. Sta di fatto che anche Sabina presenterà un suo romanzo. Che io lo abbia letto e che mi sia piaciuto non ha nessuna importanza. Vorrei che fossero i lettori a deciderlo. E magari, poi, a consigliarmi di cambiare mestiere. Ma vi avverto: sarà molto, molto difficile convincermi.
Ecco la copertina:

la quarta di copertina…

… e qui gli appuntamenti per le presentazioni:

– Anteprima il 16 giugno, ore 12:00, Festival Sui Generis, Trebbo di Reno BO https://www.lisoladeltesoro.net/trebbo-sui-generis-festival-dei-generi-letterari/
18 giugno, ore 18:00, Libreria Feltrinelli, Piazza Ravegnana 1, Bologna. Interviene Marcello Fois https://www.lafeltrinelli.it/fcom/it/home/pages/puntivendita/eventi/Bologna/2019/Giugno/Sabina-Macchiavelli-29495.html
22 giugno, ore 18:30, Libreria Carta Bianca, Via Borgo Romano 12, Bazzano, Valsamoggia BO. Con Paola di Stefano e le letture di Barbara Baldini 
9 agosto, ore 17:00, Rassegna Letteraria Book & Wellness, Parco delle Terme di Porretta, Alto Reno Terme BO. Con Fabrizio Carollo (nel programma è indicato erroneamente “racconti”)

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DELITTI SENZA CASTIGO

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Vi presento la copertina

e vi presento i
Personaggi e comparse in ordine di apparizione sulla scena dei troppi misfatti.

Sarti Antonio, sergente, questurino in quel di Bologna
Rosas, il talpone che ne sa più di Sarti Antonio (e ci vuole poco)
Raimondi Cesare, ispettore capo e superiore del mio questurino
un compagno di lotta di Rosas, ma siamo nel ’77
Felice Cantoni, agente, guida l’auto 28 con la perizia di Stirling Moss e se non sapete chi era Stirling, vuol dire che siete vergognosamente giovani
signora che chiude in casa i ladri
Settepaltò, uno che vive con dignità la sua miseria e il suo altruismo
Vetturina, un’ex bella di notte
un’altra ex bella di notte
la Biondina, una bella di notte ancora per qualche anno
due ragazzi che facevano l’amore sotto i portici
una sagoma con la rivoltella in tasca, una delle tante
Elena, signora sui trentacinque, manonlidimostra, piuttosto bella e gentile, prego accomodatevi e un sorriso di quelli che non si dimenticano. Il marito le ha regalato villa Rosantico, sui colli bolognesi
Guido l’armadio, di cognome fa Gladrò, uno grande e grosso e con una folta chioma scura nonostante l’età
Bastiani, cavalier Roberto, titolare dello stabilimento di acque minerali e marito della piuttosto bella e gentile Elena
Quintale, proprietario di uno storico motofurgone Guzzi E.R. del 1938. Dà una mano a settepaltò quando ci sono trasporti pesanti
Poli Ugo detto lo zoppo, vice ispettore aggiunto
Cinno e Poldo, due giovani che volevano diventare campioni di calcio. E chissà quali erano i loro veri nomi
Gianluca Stefanetti ovvero l’uomo con la vestaglia, individuo ambiguo di professione regista teatrale.
Fantuzzi, collega di Sarti Antonio
il Dottore, un giovanotto di Cirò che non è dottore
l’uomo con il fucile, che parla arbëreshe
Tano, albergatore premuroso, chissà perché
Ziraffè, un vecchio contorto e secco come il tronco di un ulivo secolare
Salvatore, suo nipote, diciassette anni e un futuro in serie A
Spazzola, un tipo tranquillo
Loretta, una ragazza disperata e suicida
partigiani della 63ª Brigata Garibaldi
Walter Reder, maggiore delle SS, monco, boia e tornato, per grazia di un politico e squallidi interessi internazionali, uomo libero
Elvira, una madre
Guston al barcarôl di Casteldebole
Brunello Valenti, veterinario.

Sono troppi?
Me lo direte quando avrete letto.
Buon viaggio a tutti.
PS. A proposito: è in libreria dal 21 maggio dell’ anno del signore 2019.

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CHE

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– che i manifesti affissi per celebrare la Liberazione vengano stracciati, accartocciati e calpestati sull’asfalto;
– che il fascismo circoli liberamente per le strade nelle quali hanno combattuto i nostri partigiani e molti, su quelle strade, sono stati assassinati;
– che ci si tengano adunate nelle quali si grida “Salute al Duce!”;
– che il fascismo possa dispiegare uno striscione con la scritta: “onore a Benito Mussolini”;
– che il fantasma del fascismo, coperto del sangue di milioni di uomini, donne, bambini, torni a passeggiare indisturbato nelle nostre città;
– che la XII disposizione transitoria della nostra Costituzione stabilisca: “È vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista”…
– che ci si possa orgogliosamente dichiararsi di fede fascista, con l’aggravante di farlo in occasione di una manifestazione culturale come il Salone del libro di Torino;
– che l’articolo 1 della legge Scelba precisi che: “si ha riorganizzazione del disciolto partito fascista quando una associazione, un movimento o comunque un gruppo di persone non inferiore a cinque persegue finalità antidemocratiche proprie del partito fascista, esaltando, minacciando o usando la violenza quale metodo di lotta politica o propugnando la soppressione delle libertà garantite dalla Costituzione o denigrando la democrazia, le sue istituzioni e i valori della Resistenza, o svolgendo propaganda razzista, ovvero rivolge la sua attività alla esaltazione di esponenti, principi, fatti e metodi propri del predetto partito o compie manifestazioni esteriori di carattere fascista”.

– che tutto ciò accada impunemente, noi tolleriamo;
– che tutto ciò accada impunemente, è colpa nostra;
– che abbiamo fatto poco per difendere l’eredità lasciataci dai combattenti della Resistenza;
– che la scuola non abbia fatto abbastanza;
– che la magistratura abbia fatto poco;
– che la politica non se ne sia occupata;
– che i governi non abbiano fatto nulla…

È colpa nostra.

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SONO ADDOLORATO,

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come tutti, per quanto accaduto a Nôtre Dame.
Sono più addolorato per quanto accade ogni giorno nel mondo: città bombardate, secoli di storia e arte sotto le macerie, miglia di donne e uomini assassinati da chi se ne sbatte di ogni forma di pietà.
Anche l’Uomo, nel senso universale e alto, è un’opera d’arte che andrebbe conservata il più a lungo possibile.
Chi oggi versa milioni di dollari (gli euro non contano) per ricostruire Nôtre Dame dovrebbe fare altrettanto per tutelare questo patrimonio.

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