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Questa sezione è dedicata alle notizie su Loriano Macchiavelli, oltre a segnalazioni, idee, progetti scritti di suo pugno. Seguitelo.

STRANI FRUTTI

Strani Frutti

Dal 21 ottobre in libreria ce n’è un altro: Strani fruttiSarti Antonio nel tempo dell’indifferenza. In origine doveva essere Terrore e miseria. Lo pubblica Mondadori. Nelle mie intenzioni dovrebbe essere il secondo romanzo di una trilogia che ho chiamato, ma solo per me, I giorni del nostro scontento (Shakespeare perdonami). Il primo della trilogia è La stagione del pipistrello – Sarti Antonio e la Compagnia della Malora uscito nel 2023.

Il tempo di vedere come i lettori accoglieranno Strani frutti e partirò con il terzo. Nella mia fantasia il titolo dovrebbe essere L’ustaria dla streia negra – romanzo in due tempi e una montagna.
Per fortuna in Mondadori c’è qualcuno che la tiene a bada. La fantasia dell’autore, dico, e almeno i titoli escono decenti. Alcuni anche piacevoli. Vedremo cosa diventerà L’ustaria dla streia negra – romanzo in due tempi e una montagna alla fine della storia.

Per ora godetevi (si fa per dire) questo Strani fruttiSarti Antonio nel tempo dell’indifferenza.
macchia

ANNUNCIO

Per alcuni motivi, per me importanti, ho deciso di sospendere per qualche tempo gli incontri con i lettori. Se riuscirò soddisferò quelli già programmati. Non è un problema di salute ne di età. Semplicemente è venuto il momento di ricambiare ai miei familiari una parte del tanto che mi hanno regalato. In particolare voglio trascorrere più tempo con Franca, che ne ha dedicato tanto a me, e fare un mio particolare e sincero esame del lavoro che, per quello che vale, non vorrei disperdere. Non per supponenza, ma perché ritengo che qualche cosa di buono, nel tanto che ho prodotto, un attento lettore potrebbe trovarlo.

Diciamo che mi prendo una pausa per riordinare le idee e per dare un’occhiata agli oltre settantant’anni di scrittura in diversi campi, dal teatro ai romanzi, dalla sceneggiatura alla televisione, dal fumetto alla radio… Mi servirà anche per riordinare l’archivio in attesa di trasferirlo alla biblioteca di Cattolica che mi sembra la destinazione più logica per conservarlo. A Cattolica sono nato come scrittore, a Cattolica lo consegno.
Spero che i miei ventisette lettori comprenderanno la decisione e non me ne vorranno. Continueremo a incontrarci nei miei romanzi a venire.
Grazie a voi per tutto.
macchia

FRA LE RIGHE 5

Nel 1974 c’era gente che ragionava così:
“Le premesse del sionismo ci portano a concludere, che per tale progetto occorreva: Una Terra VUOTA, o per essere più precisi, dato che il movimento sionista fissò come suo obiettivo la Palestina. UNA PALESTINA VUOTA! Stabilito questo , ai sionisti, non rimaneva che una sola strada: impossessarsi della Palestina e svuotarla dei suoi abitanti.
Per compiere questa azione, certamente unica nella storia moderna, i sionisti si valsero (e si valgono), dell’unico sistema che potesse conseguire un simile obiettivo. LA VIOLENZA.
Si è mai visto un popolo donare il suo territorio di sua propria volontà? Anche gli arabi di Palestina non rinunceranno alla loro sovranità senza VIOLENZA. Molta violenza.
Questo ruolo della violenza non terminerà con i vari armistizi che consacreranno la nascita del nuovo stato di Israele, e contemporaneamente la fine della Palestina. Questo ruolo della violenza continuerà fino allo svuotamento dei territori occupati. E le altre nazioni occidentali stanno a guardare questo genocidio.”
Tratto da
Autori vari, dossier Palestina. Testimonianze sulla repressione israeliana nei territori occupati, Bertani Editore, Verona, 1974. (biblioteca Ginsburg collocazione 956.94 DOS).
Si può dire che abbiano fatto la fotografia della Palestina di oggi, cinquant’anni prima che accadesse.
Non erano indovini.
Erano teste pensanti.
I miei complimenti tardivi.
macchia


FRA LE RIGHE QUATTRO

Il papa dice: “Come si può credere dopo secoli di storia che le azioni belliche portino la pace e non si ritorcano contro chi le ha condotte? Come si può continuare a tradire i desideri di pace dei popoli con le false propagande del riarmo? La gente è sempre meno ignara dei soldi che vanno nelle tasche dei mercanti di morte: si potrebbero costruire ospedali e scuole, invece si distruggono quelli già costruiti. Bisogna smascherare le cause spurie dei conflitti: la gente non può morire a causa di fake news”(da Il fatto quotidiano del 29 giugno 2025).
Il papa non dice bugie: gli è vietato da una legge superiore a quella degli uomini.

FRA LE RIGHE TRE

L’articolo 48 della nostra Costituzione stabilisce che
Sono elettori tutti i cittadini, uomini e donne, che hanno raggiunto la maggiore età. Il voto è personale ed uguale, libero e segreto. Il suo esercizio è dovere civico.
Più avanti si legge:
Il diritto di voto non può essere limitato.
Poche righe, ma con un peso enorme, se noi lo vogliamo.
Vuol dire, amici miei, che al momento del voto siamo tutti uguali, che abbiamo o potremmo avere lo stesso valore davanti all’intero mondo. Finalmente!
Non sciupiamo questa straordinaria occasione. Anzi, questo privilegio.
Non capita tutti i giorni. E potremmo pentircene. In quel caso, sarà tardi. E se le cose non andranno come vorremmo andassero, sarà anche colpa nostra.
Non ho dubbi: andrò a votare per i 5 referendum di giugno. Sono uno straordinario strumento di partecipazione diretta alle scelte che regolano la nostra vita sociale e la convivenza civile del paese, come stabilisce la nostra Costituzione. E io ci tengo alla Costituzione. Me l’hanno regalata i nostri padri e so che è costata molto. In tutti i sensi.
Nella questione del voto sono rigoroso, prima di tutto con me stesso. Non capisco l’astensionismo. Cosa mi dà? A chi giova? Perché non fa paura?
Riflettiamoci e diamoci qualche risposta onesta. Senza ipocrisia.
I referendum che dobbiamo andare a votare riguardano diritti fondamentali del lavoro e della cittadinanza.
La nostra risposta deve essere netta: Sì, Sì, Sì, Sì, Sì.
Dopo ci sentiremo più tranquilli: avremo fatto il nostro dovere, come da Costituzione, e tutti noi, e tutti i nostri figli saremo più tutelati.
macchia