APPELLO AI MIEI 26 LETTORI

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Carissimi Ventisei, non ci sono dubbi che viviamo tempi oscuri, per dirla con B.B. Stamattina, 23 novembre 2019, ne ho avuto l’ultima e più triste (o tragica?) conferma: il 50 per cento degli italiani aventi diritto sarebbe intenzionato a votare per Salvini e i suoi derivati. Tanti sono gli italiani che non hanno memoria? L’hanno perduta o non l’hanno mai avuta? Il mio pensiero è andato a quelli che ci hanno messo la vita per consegnarci quel poco di democrazie che ci ha fatto arrivare decentemente alle soglie del 2020. Siamo solo 26, ma possiamo fare qualcosa assieme per ricordare a tutti cos’è accaduto 75 anni fa.

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Cucine Popolari al Teatro Dehon

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Bologna è una città particolare. Bellissima – lo stanno scoprendo, finalmente, sempre più turisti dall’Italia e dal mondo – ma modesta nell’esporsi. Però piena di idee rivoluzionarie. Qui fu sancita la fine della schiavitù nell’Europa medievale, con quello che già allora fu definito “Liber Paradisus”. Qui la prima Università d’Europa, il sapere come fonte prima di Libertà. Qui il sindaco Dozza, dopo di lui Fanti e il cardinal Lercaro si muovevano da opposte e apparentemente inconciliabili posizioni per aiutare chi ne aveva bisogno con un sostegno concreto e non di facciata. E recentemente si sono viste persone strette come sardine, in Piazza Maggiore.
A Bologna, lunedì 16 dicembre, precisamente al Teatro Dehon, via Libia, 59 – ore 21:00, ingresso 10,00 euro – ci sarà una nuova rappresentazione dello spettacolo teatrale “La Divina Cucina” in scena la Compagnia “I DevaStanti”, il cui incasso sarà devoluto alle “Cucine Popolari” fondate da Roberto Morgantini.
Molti cittadini sono coinvolti in prima persona, con il caldo il freddo il sole la pioggia o la neve, a turno si recano a una delle tre trattorie aperte in città per prestare servizio come volontari. Pelare patate o cipolle, sgranare pisellini, arrotolare arrosti, mescolare il ragù, infornare dolci e biscotti, riempire piatti che poi colleghi camerieri porteranno ai tavoli. Chi può paga, offerta libera, chi non può… no. Che storia è?
Cucine Popolari BolognaForse conoscete già la realtà delle “Cucine Popolari”, che ricevono merci dalla Coop e dal Mercato Ortofrutticolo cittadino: riutilizzano  gli alimenti in punto di scadere, non solo per ridistribuirli a chi ne ha effettivo bisogno, glieli servono proprio in tavola, con tanto di piatti di ceramica, posate d’acciaio inox e bicchieri di vetro. Quindi in modo pure eco-sostenibile!
Se poi gli ospiti (persone segnalate dalle istituzioni caritatevoli cittadine) preferiscono, possono chiedere ed ottenere anche pasti da asporto. Tante le iniziative, come quella del “pasto sospeso”, mutuata dall’idea del “caffè sospeso” di partenopea tradizione. Ora anche quella del “biglietto sospeso” (segnalata con grande enfasi anche dal quotidiano “La Repubblica“) per dare a chi non potrebbe altrimenti permetterselo un momento di svago e di cultura.
Delle “Cucine Popolari” hanno parlato, oltre che in diversi siti internet e servizi TV, alla radio, con una collaborazione tra le Cucine e Radio Città del Capo,  anche nel programma TV7, storico settimanale di approfondimento RAI UNO della domenica, con un servizio andato in onda nella puntata del 5 ottobre 2019. Quel servizio lo si può scaricare o vedere in streaming sul portale internet della RAI, RAI Play.
L’idea di Morgantini, maturata assieme all’amico Lucio Dalla (…santi che pagano il mio pranzo non ce n’è…), è di non limitarsi a distribuire aiuti in modo asettico o saltuario ma di creare convivialità e aggregazione tra le persone OGNI GIORNO attraverso il cibo perché, come dice Roberto nel servizio TV prima citato, la solitudine e la depressione si combattono sedendosi a tavola tutti assieme, come accadeva nelle vecchie trattorie di una Bologna che non c’è più.
Bologna si muove, per fortuna, in fondo non sarà più la città di una volta  ma qualcosa si muove. In avanti. L’incasso dello spettacolo che si terrà al Teatro Dehon lunedì 16 dicembre serve a finanziare il mantenimento e – sperabilmente – l’apertura di altre trattorie delle Cucine. Il sogno di Morgantini è di averne una per ogni quartiere di Bologna. Se poi qualche altro Morgantini italiano sta pensando o ha già provveduto a copiargli l’idea, nelle altre città… meglio così. Massima solidarietà.

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