Roberto Pirani ci ha scritto.

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Intanto: chi è Roberto Pirani? Un signore che le cose letterarie le sa. Che ha inventato e dirige la Pirani Bibliografica Editrice. Ha un archivio letterario, credo, fra i più importanti posseduti da un privato.
Un signore che stimo per la sua onestà intellettuale e per le sue conoscenze nel campo della bibliografia e per la sua cultura letteraria. Conoscenze e cultura che spesso mi sono state preziose.
Ha letto La bambina del lago e ci ha scritto una lettera.
Raramente riporto in questo spazio pareri favorevoli sui miei romanzi. Stavolta lo faccio perché sono sicuro che le poche righe scritte da Roberto Pirani e che troverete qui sotto, potrebbero dare ai lettori de La bambina del lago una chiave interessante per entrare meglio in un romanzo al quale Sabina e io teniamo molto.
Scrive Roberto Pirani:
Ho letto con curiosità e con interesse il ‘vostro’ libro. Una intenzionale fiaba, che da un lato si nutre dei tuoi ricordi, della conoscenza diretta e dell’amore viscerale che hai per la montagna e per gli uomini che la abitano, dall’altro dell’approccio sensitivo (un particolare senso del fantastico) e intellettuale (richiami culturali molteplici), credo di Sabina. Ma in definitiva poco importa ritrovare da dove provengano i diversi rivoli narrativi. Di fatto siete riusciti a fonderli in una narrazione, che, dopo un inizio un po’ incerto per la quantità degli stimoli offerti, acquista sempre più compattezza e scioltezza fino allo splendido finale. Ho scritto ‘fiaba’, ma più ci penso, credo che la struttura fiabesca sia in buona parte di superficie, un ‘divertissement’ nel senso serio della parola. Penso che sarebbe piaciuto moltissimo il vostro libro al Voltaire dei ‘contes philosophiques’. Moltissimi davvero gli elementi compositivi e i piani narrativi: una ricchezza di dati inusitata per il genere e, a mio parere, comprensibile e godibile solo da adulti e, non solo, da adulti maturi. La mia mente continua a correre da un personaggio all’altro, da un evento all’altro, ogni volta con rinnovato piacere. Mi ha ‘intrigato’ molto La bambina nel lago.

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Siamo in una “democrazia fascista”

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“ Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza ”

Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, art. 1

Per facilitare la lettura e la conoscenza del contenuto della lettera scritta da Maurizio Verona, Presidente del Parco Nazionale della Pace, ricevuta attraverso il portale dell’Anagrafe Nazionale Antifascista, trascriviamo qui di seguito il documento.
Altri riferimenti sul sito anagrafeantifascista.it e sul sito del Parco Nazionale della Pace, Museo Storico della Resistenza, 55040 Sant’Anna di Stazzema (LU) tel. 0584.772025, sito internet santannadistazzema.org

Sarebbe importante che chiunque la legga la condividesse. Giusto per nutrire chi ci sta vicino di una maggiore consapevolezza. Purtroppo sembra non basti mai.
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Cara cittadina, caro cittadino,

metto insieme alcuni eventi accaduti: insulti e minacce ad Emanuele Fiano, definito un ‘ebreo di merda’, manifesti insultanti nei confronti di Laura Boldrini attaccati sui muri di varie città d’Italia, un raduno fascista a Predappio, due ragazzi vestiti da nazisti a Lucca Comics con persone che chiedono un selfie, un giornalista minacciato di morte per il suo libro sul neofascismo a Brescia, un insegnante che minaccia gli studenti che vogliono manifestare, un altro che porta via la sua classe durante la presentazione di un libro sui processi ai fascisti di uno storico serio perché accusato di fare propaganda. E se non bastasse: la senatrice Segre sotto scorta, un arsenale di armi con esplosivi, residuati bellici e svastiche, trovato a Siena, la Digos che con l’operazione ‘Ombre nere” porta alla luce l’esistenza del tentativo di costituire un’organizzazione filonazista, xenofoba, antisemita, un giornalista di grido che nel suo salotto e nei suoi libri spreca trasmissioni e tempo per tranquillizzare sul fatto che il fascismo non può ritornare.

E’ il bollettino degli ultimi giorni: eppure qualcuno continua a dire che non sta succedendo nulla. Anni di silenzio, di colpevole indifferenza delle istituzioni, hanno alimentato questo fenomeno, sottovalutato e ancor peggio tollerato, sdoganato, legittimato come opinione politica.

Il fascismo non è mai morto: è rimasto sotto traccia nei primi anni dopo la guerra, alimentando il mito degli “italiani brava gente”: come se in Libia, Grecia, Iugoslavia gli italiani non si fossero macchiati degli stessi crimini dei nazisti, compiuti anche in Italia contro donne, vecchi, bambini da reparti della Guardia Nazionale Repubblicana, della X Mas. Il fascismo è rimasto sotto traccia negli apparati dello Stato, è rimasto nelle repressioni, poi nelle stragi fasciste del terrorismo nero, nei depistaggi per creare la strategia della tensione che voleva portare ad una svolta autoritaria nel nostro Paese, nelle connivenze con la Mafia, la ‘ndrangheta per delegittimare e colpire lo Stato. È rimasto nelle formazioni paramilitari negli anni della Guerra fredda.

Oggi tornano le divise, i simboli, partiti politici che si richiamano apertamente al fascismo: e noi dovremmo essere tranquilli.

La democrazia non si completa solo nell’esercizio del voto e sono certo anch’io che continueremo a recarci alle urne. Allo stesso tempo sento il rischio di vivere in una “democrazia fascista”, in cui restano le apparenze o i simulacri di una democrazia, in cui il diritto di esercitare liberamente il proprio pensiero è solo una enunciazione di principio o si riduce alla possibilità di scrivere di tutto sui social, alla libertà di fare disinformazione, di infangare gli avversari, di esporre simboli vietati dalla Costituzione.

Una società in cui prevalgono la violenza, l’odio, il rancore, la paura. Dovremmo essere tranquilli? A me sembra di vivere in una società inquinata: come al tempo del fascismo.

Il Presidente del Parco Nazionale della Pace

Maurizio Verona

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