La vanità non mi appartiene e spero che in qualche modo, qua e là appaia.
Non è per vanità, quindi, che pubblico l’email di un lettore, Nicola. Lo faccio, con il consenso dell’autore, perché, con i tempi che stiamo tentando di vivere, ci vuole coraggio anche a leggere e dare il proprio giudizio a un romanzo come Strani frutti.
Il commento di Nicola:
“Le scrivo per dirle che ho appena finito di leggere Strani Frutti. Un libro profondo, disturbante come tutti i libri profondi che lasciano un segno. Un libro come pochi perché non è solo carta e inchiostro ma soprattutto idee, sangue e comunicazione vera con il lettore, al di là delle barriere dei generi letterari e delle convenzioni. Un libro che non ci lascia speranza ma ci lascia la comprensione intima, viscerale del fatto che questo stato di cose non è accettabile perché non è realmente vivibile e va, quindi, cambiato.
Grazie di averlo scritto e, al di là di qualsiasi retorica, grazie di tutto.
Buon Anno!”
Un buon anno anche a te, Nicola, e ai miei 27.
macchia