
Dal 21 ottobre in libreria ce n’è un altro: Strani frutti – Sarti Antonio nel tempo dell’indifferenza. In origine doveva essere Terrore e miseria. Lo pubblica Mondadori. Nelle mie intenzioni dovrebbe essere il secondo romanzo di una trilogia che ho chiamato, ma solo per me, I giorni del nostro scontento (Shakespeare perdonami). Il primo della trilogia è La stagione del pipistrello – Sarti Antonio e la Compagnia della Malora uscito nel 2023.
Il tempo di vedere come i lettori accoglieranno Strani frutti e partirò con il terzo. Nella mia fantasia il titolo dovrebbe essere L’ustaria dla streia negra – romanzo in due tempi e una montagna.
Per fortuna in Mondadori c’è qualcuno che la tiene a bada. La fantasia dell’autore, dico, e almeno i titoli escono decenti. Alcuni anche piacevoli. Vedremo cosa diventerà L’ustaria dla streia negra – romanzo in due tempi e una montagna alla fine della storia.
Per ora godetevi (si fa per dire) questo Strani frutti – Sarti Antonio nel tempo dell’indifferenza.
macchia
Caro Macchia, sto leggendo “Strani Frutti” e sono felice di avere ritrovato Sarti Antonio, Rosas la Biondina. È sempre un piacere leggere i tuoi libri, anche perché riesci a creare storie dove noi lettori siamo lì, come spettatori privilegiati in prima fila.
Grazie e spero di poterci rivedere presto.
Pietro
Caro Loriano sto leggendo “Strani Frutti” e ho ritrovato Sarti Antonio con molto piacere. Sei sempre un maestro nello scrivere per noi lettori, leggendo i tuoi libri si vive la storia che racconti come ad essere lì. Grazie di cuore e spero a presto.
Pietro
Grazi, caro Pietro, per il tuo commento. A parte ho mandato una email al tuo indirizzo.
loriano
Sapere che a 92 anni LM ancora scrive così bene mi dà uno strano senso di felicità in mezzo allo squallore che ci circonda. Auguri
Francesco Maria, non farmi più vecchio di quello che sono. Ai 92 arriverò SOLO fra 17 giorni. Nell’attesa grazie per gli auguri.
macchia
È sempre un piacere leggerti, caro Loriano, senza o con quell’altro cantore del Guccini. Il tuo occhio attento alla realtà odierna (che, diciamocelo, fa talmente schifo da sembrare irreale, vedi Minneapolis ma pure i nostri paraggi), come a un passato che non passa, fa di te, non solo uno scrittore, ma un analista, uno storico, un critico (ricordo quel “romanzaccio” sulla strage alla stazione di Bologna), uno che non fa sconti. Per finire, qui ritorna la montagna (Sarti al posto di Santovito) con i suoi inconfondibili odori (i tuoi racconti sono anche olfattivi). Un bel leggere. Auguri per tutto, Loriano.
Enrico, riesco solo a dirti grazie. Sono i commenti che uno scrittore legge con un po’ (solo un po’) di orgoglio. Auguri anche a te.
macchia
Il “Quinto siparietto” è un bel pugno nello stomaco, diretto e senza scampo.
Ci provo ma non riesco a leggere lentamente, quindi a breve finirà. Almeno ora so di non essere il solo ad essere *molto* preoccupato, non per me, che il mio l’ho già fatto, ma per i miei figli, che si avviano all’età giusta per la leva obbligatoria. Preoccupato per eventi brutali, perché il meccanismo che ho studiato nei libri di storia (e che non avevo capito nella sua semplicità) si è messo in moto ed il rumore arriva forte e chiaro.
La montagna è una soluzione? È là che dobbiamo andare? Sono sul divano a leggere noir non per indolenza, ma perché non so proprio come comportarmi.
Caro Eugenio, nel quinto siparietto non c’è nulla nato dalla mia fantasia. Così è andato il mondo qualche anno fa. Così va oggi. Neppure io so da che parte cominciare. Mi limito a fare il mio mestiere: ricordare al mio prossimo fatti accaduti non per caso, ma pianificati e attuati da persone che ritengo responsabili dei disastri avvenuti e che avverranno. Il ventre che partorisce i mostri continua a generarne. Cerchiamo di contrastare la follia con la conoscenza. Non è un caso che stiamo vivendo il tempo dell’ignoranza. Non è un caso che i luoghi dove si programma cultura vengano ostacolati e ignorati. Non è un caso che si processino i libri.
Speriamo che il 2026 ci porti uno spiraglio di luce da dove si possa cominciare.
Auguri a noi.
loriano
Come tutti i suoi libri, anche “Strani frutti ” presenta il solito problema : non si riesce a smettere di leggerlo con il risultato che si finisce subito. Pertanto la prego di non farci aspettare troppo per ” L’ustaria dla streia negra ”
Un cordiale saluto
Sergio
Gli appunti sono già pronti e ordinati, caro Sergio. Aspetto che Franca stia bene (operazione cataratta) e parto con l’osteria. C’è da bere per tutti. Gratis.
macchia
Grazie Loriano, leggere i tuoi libri mi riempie sempre di gioia . Grazie per spronarci e per non farci sentire soli in questo mondo sempre più alla deriva. Iniziato ieri sera Strani Frutti e ho ritrovato il mio caro Sarti Antonio. Grazie veramente di cuore. Come ho già scritto in passato, e mi ripeto , per me sei e rimani il più grande autore italiano
Carissima Isabella, sono del tuo parere. Ho l’impressione, però, che siamo solo noi due a pensarlo. Fa nulla: io mi accontento.
Ciao d macchia.
L’ho preso ieri, in un anniversario speciale per me e la mia famiglia, e l’ho già piacevolmente iniziato.
Lo leggerò lentamente, a degustarlo piano piano, come si fa con le bottiglie più pregiate.
Intanto non posso che dirti grazie per averci regalato un nuovo romanzo. E per aver rimesso sul nostro cammino personaggi mai dimenticati.
Buona lettura, anche se ostica.
macchia